Santuario di San Michele Arcangelo a Monte Sant'Angelo, meta di pellegrinaggio sul Gargano

Pellegrinaggi · Gargano

Pellegrinaggio a San Giovanni Rotondo e Monte Sant’Angelo: la guida completa

Un pellegrinaggio a San Giovanni Rotondo, dove riposa il corpo di San Pio da Pietrelcina, si compie quasi sempre insieme a Monte Sant’Angelo: venticinque chilometri di Gargano separano il Santuario di Padre Pio dalla grotta dove l’Arcangelo Michele apparve alla fine del V secolo, l’unico luogo di culto dell’Occidente cristiano che nessuna mano d’uomo abbia mai consacrato. Due mete, due giorni, una guida sola: don Simone Marchi.

A cura di Nova Itinera · Tempo di lettura: 7 minuti · Aggiornato: settembre 2026

In breve

Un pellegrinaggio a San Giovanni Rotondo e Monte Sant’Angelo dura due giorni e collega tre santuari: il Santuario di Padre Pio, la Grotta di San Michele Arcangelo sul Gargano e il Volto Santo di Manoppello. Nova Itinera lo organizza in autobus, con partenza dall’Umbria e con un sacerdote che accompagna il gruppo. Quota di partecipazione €190 a persona.

L’accompagnatore. Il pellegrinaggio è guidato da don Simone Marchi, presbitero della diocesi di Foligno: scout nello spirito, ingegnere nella mente, sacerdote nel cuore, capace di guidare i passi e la fede con concretezza, accoglienza e profondità.

La Grotta di San Michele Arcangelo, la Celeste Basilica

Monte Sant’Angelo sorge sul promontorio del Gargano, in provincia di Foggia, a circa ottocento metri sul livello del mare. Il paese è cresciuto attorno a una cavità naturale nella roccia dove, secondo la tradizione, l’Arcangelo Michele apparve più volte a partire dalla fine del V secolo. Da allora quella grotta non ha mai smesso di essere meta di pellegrinaggio.

Ciò che la rende unica nell’Occidente cristiano è che non fu mai consacrata da mano umana: secondo la tradizione fu l’Arcangelo stesso a indicarla come luogo già santo, e per questo il santuario porta il nome di Celeste Basilica. Vi si scende per una lunga scalinata in pietra, consumata dal passaggio di secoli di pellegrini, fino alle porte di bronzo che introducono nell’ambiente rupestre dove ancora oggi si celebra la Messa.

Il santuario è anche il punto di arrivo della Via Sacra Langobardorum, l’antico percorso che dai territori longobardi conduceva alla grotta dell’Arcangelo e che ha reso Monte Sant’Angelo uno dei grandi centri di pellegrinaggio d’Europa insieme a Roma e a Santiago de Compostela. Papi, sovrani e santi vi sono saliti nei secoli, e il santuario è oggi iscritto nella lista del Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

Il Volto Santo di Manoppello, la prima tappa

Chi sale al Gargano dall’Italia centrale incontra lungo la strada, in provincia di Pescara, il Santuario del Volto Santo di Manoppello. Vi si custodisce un velo sottilissimo sul quale è impressa l’immagine del volto di un uomo dagli occhi aperti, venerata da secoli come il vero volto di Cristo. La tradizione lo identifica con il velo con cui la Veronica asciugò il viso di Gesù lungo la salita al Calvario.

Il velo è affidato ai Padri Cappuccini ed è visibile in controluce, sospeso sopra l’altare maggiore: un’immagine che cambia con la luce e che si lascia guardare a lungo. Papa Benedetto XVI visitò il santuario nel 2006. Manoppello è una sosta breve, ma apre bene il pellegrinaggio, perché mette davanti agli occhi un volto prima ancora di arrivare alla grotta.

San Giovanni Rotondo e i luoghi di Padre Pio

A venticinque chilometri da Monte Sant’Angelo, sempre sul Gargano, San Giovanni Rotondo è il paese dove Francesco Forgione, divenuto frate con il nome di Pio da Pietrelcina, arrivò nel 1916 e rimase fino alla morte, nel 1968. Vi svolse per oltre cinquant’anni un ministero fatto soprattutto di preghiera, confessione e carità, e vi fondò la Casa Sollievo della Sofferenza.

Il complesso si visita in due tempi. Da una parte l’antico convento e la chiesa di Santa Maria delle Grazie, piccola e raccolta, dove il santo celebrava la Messa e confessava i fedeli per ore ogni giorno: qui si coglie la dimensione quotidiana del suo ministero. Dall’altra la grande chiesa progettata da Renzo Piano, che accoglie oggi le folle e custodisce le spoglie mortali del santo, venerate ogni anno da milioni di pellegrini. San Pio fu canonizzato nel 2002.

Quanto dura un pellegrinaggio a San Giovanni Rotondo e qual è il periodo migliore

Monte Sant’Angelo e San Giovanni Rotondo si visitano bene in due giorni, con una notte sul Gargano: è il tempo che serve per raggiungere la Puglia dall’Italia centrale, entrare in ciascun santuario senza fretta e partecipare alla celebrazione. Una gita in giornata costringerebbe a correre, e il senso di questi luoghi sta soprattutto nel fermarsi.

Il periodo migliore va da aprile a ottobre, con una preferenza per la primavera e l’inizio dell’autunno. Monte Sant’Angelo sta in quota e il clima non è quello della costa: in luglio e agosto il caldo è forte e i santuari molto affollati, mentre in ottobre le temperature restano gradevoli, intorno ai 18-20 gradi di giorno, e i gruppi si diradano. Le sere di ottobre sul Gargano sono però già fresche e ventose, e la grotta è naturalmente fredda in ogni stagione: una giacca serve sempre.

La festa dell’Arcangelo Michele cade il 29 settembre, mentre il 23 settembre è la memoria di San Pio e porta a San Giovanni Rotondo un afflusso molto grande. Sono date suggestive, ma anche le più affollate dell’anno.

Quanto costa un pellegrinaggio organizzato a San Giovanni Rotondo

Per il pellegrinaggio Nova Itinera del 2 e 3 ottobre 2026 la quota di partecipazione è di €190 a persona, e il supplemento per la camera singola è di €40. Non ci sono altri costi obbligatori.

La quota comprende il viaggio in autobus Gran Turismo per l’intera durata del pellegrinaggio, la sistemazione in hotel a Monte Sant’Angelo con cena e prima colazione, il pranzo in ristorante del secondo giorno e l’assicurazione medico-bagaglio sanitaria. Il pranzo del primo giorno, dopo la visita a Manoppello, è al sacco e resta a carico dei partecipanti. La partenza è in autobus da Valtopina alle 8:00 e da Foligno alle 8:30, con rientro previsto in serata il secondo giorno.

Pellegrinaggio a Monte Sant’Angelo · 2-3 ottobre 2026

Due giorni fra Manoppello, la Celeste Basilica dell’Arcangelo e San Giovanni Rotondo, guidati da don Simone Marchi. Iscrizioni entro il 20 settembre 2026.

Vedi il programma completo

Come prepararsi

Trattandosi di un pellegrinaggio in Italia non serve alcun documento particolare: basta la carta d’identità in corso di validità, necessaria comunque per la registrazione in albergo. Conviene avere con sé anche la tessera sanitaria.

Le scarpe sono l’accorgimento che conta di più. A Monte Sant’Angelo si cammina su pietra levigata e in discesa lungo la scalinata che porta alla grotta, e il fondo può essere scivoloso quando l’aria è umida: meglio una calzatura chiusa con suola in gomma, non un sandalo né una scarpa nuova. Il centro storico del paese è in salita e acciottolato.

Per l’abbigliamento vale la regola dei santuari: spalle e ginocchia coperte in tutti e tre i luoghi di culto. Utile portare un abbigliamento a strati, perché fra l’esterno soleggiato e l’interno della grotta la differenza di temperatura si sente parecchio; uno scialle leggero risolve entrambe le cose.

Nello zaino conviene avere una bottiglia d’acqua, il pranzo al sacco del primo giorno, un ombrello pieghevole e, per chi lo desidera, il proprio libretto di preghiere o il rosario. Le fotografie sono generalmente consentite negli spazi esterni, ma dentro la grotta e nei luoghi di preghiera si seguono le indicazioni dei custodi, e in ogni caso il silenzio è il modo migliore di stare in quegli ambienti.

In pellegrinaggio con Nova Itinera

Viaggiare in gruppo, con un sacerdote che accompagna, cambia il modo di visitare questi luoghi: le giornate hanno un ritmo pensato, gli spostamenti e gli ingressi sono già organizzati e resta tempo per la celebrazione e per il silenzio. Chi parte da solo trova un gruppo; chi parte in coppia o in famiglia non deve occuparsi di nulla se non di esserci.

I nostri gruppi partono dall’Umbria in autobus e viaggiano insieme per tutta la durata del pellegrinaggio. Alle parrocchie, ai gruppi giovanili e alle associazioni già costituite prepariamo volentieri una quotazione dedicata, con date, punti di partenza e programma adattati alle esigenze del gruppo: è sufficiente scriverci indicando il numero indicativo di partecipanti e il periodo, e riceverete una proposta su misura.

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Domande frequenti

Quanto dista Monte Sant’Angelo da San Giovanni Rotondo?

Venticinque chilometri di strada, che si percorrono in una mezz’ora abbondante di autobus. La vicinanza fra i due santuari è il motivo per cui vengono quasi sempre visitati nello stesso pellegrinaggio.

Cosa si vede a Monte Sant’Angelo oltre al santuario?

Il borgo è uno dei più belli del Gargano: il rione Junno con le sue case bianche, il castello normanno-svevo e la Tomba di Rotari, tutti raggiungibili a piedi dal santuario. Il tempo a disposizione dipende dal programma della giornata.

È possibile partecipare alla Messa nella grotta?

Sì, nella grotta si celebra regolarmente e il nostro pellegrinaggio prevede la partecipazione alla celebrazione con don Simone Marchi. Gli orari delle Messe nei santuari sono stabiliti dai rettori e possono variare secondo la stagione e le ricorrenze.

Il pellegrinaggio è adatto a persone anziane o con difficoltà motorie?

Il programma è poco faticoso, con brevi tratti a piedi e spostamenti in autobus, ed è adatto alla maggior parte dei partecipanti. L’accesso alla grotta dell’Arcangelo avviene però attraverso una lunga scalinata in discesa e in salita: chi ha difficoltà a camminare o problemi di deambulazione è bene che ce lo segnali al momento dell’iscrizione, così da valutare insieme come organizzare la visita.

Come si prenota?

Ci scriva oppure ci telefoni: le spieghiamo come si svolgono le due giornate, verifichiamo la disponibilità e le riserviamo il posto. Trova tutti i recapiti nella pagina contatti, oppure può chiamarci allo 075 5092904. Le iscrizioni per la partenza del 2 e 3 ottobre 2026 si chiudono il 20 settembre 2026.