Il tempio Sensoji di Asakusa a Tokyo, tappa del viaggio in Giappone

Viaggi culturali · Giappone

Viaggio in Giappone in autunno: itinerario, momiji e come prepararsi

C’è una stagione in cui il Giappone smette di essere una destinazione e diventa una contemplazione. In autunno l’acero giapponese, il momiji, accende di rosso, arancio e oro i giardini di Kyoto, i cortili dei templi e le vallate delle Alpi Giapponesi, e il Paese si ferma a guardarlo: si chiama koyo ed è, da secoli, la controparte autunnale della più celebre fioritura primaverile. Dal 10 al 21 ottobre 2026 Nova Itinera accompagna un viaggio culturale di dodici giorni da Tokyo a Osaka, guidato da don Massimiliano Zoccoletti. Questa guida racconta che cosa si visita, perché ottobre è uno dei periodi migliori per partire, quanto costa il viaggio e che cosa mettere in valigia.

A cura di Nova Itinera · Tempo di lettura: 8 minuti · Aggiornato: agosto 2026

In breve

Ottobre è uno dei mesi migliori per un viaggio in Giappone: il clima è mite e asciutto e in montagna comincia il koyo, la stagione del foliage. Un itinerario classico dura circa dodici giorni e collega Tokyo, Kamakura, Takayama, Shirakawa-go, Kanazawa, Kyoto, Nara e Osaka, spostandosi in treno. Per i cittadini italiani non è richiesto il visto per un soggiorno turistico breve.

L’accompagnatore. Il viaggio è guidato da don Massimiliano Zoccoletti, fondatore di “Viaggi in pellegrinaggio”, che accompagna il gruppo dall’Italia per tutti i dodici giorni. Nelle visite si aggiunge una guida locale di lingua italiana, e per tutta la durata del tour sono previsti gli auricolari, così che nessuno perda una parola anche nei luoghi più affollati.

Perché andare in Giappone in autunno

La primavera giapponese è la più famosa, ma è anche la più affollata e la più imprevedibile: la fioritura dura pochi giorni e cambia data ogni anno. L’autunno offre l’esperienza opposta. Il foliage scende lentamente da nord verso sud e dalle montagne verso le città, così che nell’arco di un solo viaggio si possano attraversare stagioni diverse: mentre Tokyo vive ancora una fine estate lunga e mite, sulle montagne fra Takayama e Shirakawa-go gli aceri e i faggi hanno già cominciato a virare.

Ottobre, in particolare, unisce due vantaggi che raramente coincidono. Il clima è asciutto e temperato, lontano dall’umidità dell’estate e dal freddo che arriverà a dicembre, e le giornate restano abbastanza lunghe da permettere itinerari pieni. È anche il momento in cui la cultura giapponese della bellezza effimera, quella che insegna a guardare una foglia proprio perché sta per cadere, si rende più leggibile a chi arriva da fuori.

Da Tokyo a Osaka: le tappe del viaggio

L’itinerario segue la spina dorsale del Paese da est a ovest, e alterna deliberatamente il ritmo delle metropoli a quello dei villaggi di montagna. Tokyo apre il viaggio con tre giorni pieni: il parco Yoyogi e il tempio Meiji, dove capita ancora di incrociare matrimoni celebrati in abito tradizionale; l’incrocio di Shibuya, il più fotografato del Giappone; il giardino nazionale di Shinjuku-Gyoen, cinquantotto ettari che accostano un parco all’inglese, uno alla francese e un giardino giapponese; Akihabara, il quartiere dell’elettronica e dei manga; e Asakusa con il Sensoji, il tempio più grande della città.

Una giornata è dedicata a Kamakura, l’antica capitale sul mare che si raggiunge in treno: il santuario di Tsurugaoka Hachimangu con la sua scalinata monumentale, e soprattutto il Daibutsu, il Grande Buddha di bronzo alto quasi dodici metri che siede all’aperto, senza edificio attorno, da oltre sette secoli.

Il viaggio cambia poi completamente registro. Takayama, fra le montagne, è nota per la sua arte carpentiera: si ritiene che i suoi falegnami abbiano lavorato al Palazzo Imperiale di Kyoto e a molti templi di Kyoto e Nara, e il quartiere di Sanmachi Suji conserva intatte le case di legno con le facciate a grata. Qui il gruppo dorme in un ryokan tradizionale. Da lì si raggiunge Shirakawa-go, Patrimonio Mondiale dell’Unesco, un villaggio adagiato fra le montagne e attraversato da un fiume, dove le case gassho-zukuri hanno tetti di paglia spioventi e triangolari, simili a due mani giunte, costruiti così per reggere il peso della neve; sono abitazioni di quattro piani in cui convivono più generazioni. Segue Kanazawa, con il giardino Kenrokuen, uno dei tre grandi giardini storici del Giappone, e la casa dei samurai Nomura.

Kyoto tiene insieme tutto il resto: il quartiere di Gion e il Parco Maruyama, il più antico della città, da attraversare a piedi fra sale da tè, aceri e lanterne di pietra; il giardino zen del Ryoanji, quindici rocce su un rettangolo di ghiaia rastrellata; il Kinkaku-ji, il Padiglione d’Oro che si specchia nel suo stagno; il castello Nijo; e il mercato Nishiki, la contropartita viva e rumorosa di tanta compostezza.

Da Kyoto si raggiungono Nara, con il parco dei cervi e il Todai-ji, e Fushimi Inari, fra i luoghi più visitati del Giappone, dove migliaia di torii vermigli formano gallerie che si risalgono lungo il fianco della collina. Il viaggio si chiude a Osaka: il castello, l’Umeda Sky Building e una serata libera fra le insegne luminose di Namba e Dotonbori.

Un dettaglio che cambia l’esperienza più di quanto sembri: le visite in città si svolgono con i mezzi pubblici e a piedi. Non si guarda il Giappone dal finestrino di un pullman, lo si attraversa come lo attraversano i giapponesi.

Quanto dura, quanto costa e che cosa comprende

Il viaggio dura dodici giorni, dal 10 al 21 ottobre 2026, con partenza da Venezia e rientro in Italia previsto in serata. La quota di partecipazione è di €4.600 a persona e il supplemento per la camera singola è di €950.

La quota comprende i voli di linea e le tasse aeroportuali, l’assistenza in aeroporto, i trasferimenti con bus privato e assistente parlante italiano, la sistemazione negli hotel indicati con prima colazione, il trattamento di mezza pensione, i treni in seconda classe, le visite con guida locale di lingua italiana, gli auricolari per tutta la durata del tour, gli ingressi a templi, castelli e giardini previsti dal programma, il trasferimento del bagaglio dall’hotel di Tokyo a quello di Kyoto e l’assicurazione medico-bagaglio. I pranzi sono lasciati liberi, per scelta: si consumano nei locali tipici che gli accompagnatori indicano di volta in volta, che in Giappone è uno dei modi migliori di conoscere il Paese. Restano escluse le bevande ai pasti, le mance, quantificabili in circa cinque euro al giorno a persona, gli extra personali e l’assicurazione facoltativa contro l’annullamento, pari a €250 a persona.

Giappone Classico · 10-21 ottobre 2026

Dodici giorni da Tokyo a Osaka con don Massimiliano Zoccoletti, nella stagione del foliage. Partenza da Venezia.

Vedi il programma completo

Come prepararsi

Per entrare in Giappone serve il passaporto, valido per tutta la durata del soggiorno; per i cittadini italiani non è richiesto il visto per un soggiorno turistico breve. La carta d’identità non è accettata. Conviene controllare la scadenza del documento con largo anticipo, perché è la causa più frequente di problemi all’ultimo momento.

La cosa che conta di più, in questo viaggio, sono le scarpe. Le visite si fanno a piedi e con i mezzi pubblici, si sale e si scende dalle stazioni, si percorrono giardini e sentieri di collina: servono calzature chiuse, leggere e già rodate, non nuove. Vale la pena portare calzini in buono stato e un paio di ricambio, perché nei templi, nelle case tradizionali e nel ryokan di Takayama ci si scalza. L’ottobre giapponese chiede di vestirsi a strati: nelle città il clima è mite, ma in montagna, fra Takayama e Shirakawa-go, le sere sono decisamente fresche, e un impermeabile leggero è più utile di un ombrello.

Sul piano pratico: conviene avere sempre un po’ di contante con sé, perché in Giappone circola più che altrove; la corrente è a 100 volt con prese a lame piatte e serve un adattatore; il bagaglio principale viene trasferito da Tokyo a Kyoto, una valigia a persona, quindi è utile prevedere una borsa piccola con il necessario per i giorni in montagna. Un’ultima cosa che i viaggiatori dimenticano sempre: in Giappone non si lascia la mancia al ristorante, e insistere mette in imbarazzo chi la riceve.

Partire in gruppo con Nova Itinera

Nova Itinera è un operatore con sede a Perugia, specializzato in viaggi culturali e di gruppo di ispirazione cristiana. Ogni partenza è accompagnata dall’Italia, e tutta la parte organizzativa, dai voli agli ingressi e all’assicurazione, è gestita dai nostri uffici, in modo che chi parte debba pensare soltanto al viaggio.

In un Paese lontano per lingua, alfabeto e abitudini, il gruppo vale più che altrove: un accompagnatore che conosce il Giappone, una guida locale che parla italiano e qualcuno che si occupa dei treni, dei trasferimenti e dei bagagli cambiano il modo in cui si vive un itinerario così denso. Chi parte da solo si inserisce senza difficoltà. Le parrocchie, i gruppi già costituiti e le associazioni possono richiedere una quotazione dedicata, con date e programma adattati alle proprie esigenze, scrivendo oppure telefonando ai nostri uffici.

Leggi anche: Viaggio in Egitto: guida completa · Pellegrinaggio in Turchia: guida completa

Domande frequenti sul viaggio in Giappone

Qual è il periodo migliore per andare in Giappone?

Le due stagioni classiche sono la primavera e l’autunno. L’autunno, e ottobre in particolare, offre un clima mite e asciutto, giornate ancora lunghe e l’inizio del koyo, la stagione del foliage, che nelle zone di montagna è già ben visibile. Rispetto alla primavera ha il vantaggio di essere meno affollato e molto più prevedibile.

Quanti giorni servono per un primo viaggio in Giappone?

Meno di dieci giorni costringono a scegliere fra Tokyo e Kyoto. Dodici giorni sono la durata che permette di vedere entrambe senza correre e di aggiungere la parte alpina, fra Takayama, Shirakawa-go e Kanazawa, che è quella che più sorprende chi arriva in Giappone per la prima volta.

Serve il visto per andare in Giappone?

Per i cittadini italiani non è richiesto il visto per un soggiorno turistico breve: è sufficiente il passaporto in corso di validità. Consigliamo comunque di verificare i requisiti di ingresso aggiornati prima della partenza, perché possono cambiare.

Quanto si cammina durante il viaggio?

Parecchio. Le visite nelle città si svolgono a piedi e con i mezzi locali, quindi bisogna mettere in conto diverse ore di cammino al giorno, scale delle stazioni comprese. Non sono richieste doti particolari, ma è un viaggio che presuppone una discreta autonomia negli spostamenti e scarpe adatte.

È un pellegrinaggio o un viaggio culturale?

È un viaggio culturale. Il gruppo è accompagnato da un sacerdote, e templi e santuari si visitano con l’attenzione che meritano, ma l’itinerario è costruito sulla storia, sull’architettura e sul paesaggio del Giappone, non su un cammino devozionale.

Come si prenota?

La prenotazione si effettua compilando la scheda di adesione, che il nostro ufficio invia insieme al programma dettagliato e alle condizioni di partecipazione. Per riceverla, per avere informazioni sul viaggio oppure per chiedere una quotazione dedicata a una parrocchia o a un gruppo già costituito, è possibile contattare Nova Itinera per telefono o compilando il modulo sul sito.