Pellegrinaggi · Giordania
Pellegrinaggio in Giordania 2026: itinerario, luoghi biblici e come prepararsi
La Giordania è il paese che la Bibbia guarda dall’altra sponda. È dal Monte Nebo che Mosè vide la Terra Promessa senza potervi entrare, ed è nella Decapoli che il Vangelo colloca uno degli episodi più noti della vita pubblica di Gesù. Accanto a questi luoghi il Regno Hashemita custodisce Petra, il deserto del Wadi Rum e la città romana di Jerash. Dal 21 al 28 ottobre 2026 Nova Itinera accompagna un pellegrinaggio di otto giorni guidato da don Marco Monari. Questa guida spiega che cosa si visita, quando conviene partire, quanto costa e che cosa mettere in valigia.
A cura di Nova Itinera · Tempo di lettura: 7 minuti · Aggiornato: agosto 2026
In breve
Un pellegrinaggio in Giordania dura in genere otto giorni e unisce tre dimensioni: i luoghi biblici, con il Monte Nebo dove morì Mosè, la Madaba dei mosaici e la Gadara del Vangelo; i grandi siti archeologici, Petra e Jerash; e il deserto del Wadi Rum con il Mar Morto. L’autunno è il periodo più favorevole e il visto d’ingresso è di norma compreso nella quota dei viaggi organizzati.
La guida spirituale. Il pellegrinaggio è guidato da don Marco Monari, Direttore dell’Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Pitigliano-Sovana-Orbetello, docente di Teologia Fondamentale all’ISSR della Toscana e, dal 2005, guida di viaggi religiosi e culturali in Terra Santa. Accompagna il gruppo per tutti gli otto giorni, insieme a una guida locale di lingua italiana presente durante le visite ai siti.
Perché la Giordania è una terra biblica
Chi pensa alla Terra Santa pensa a Israele e alla Palestina. Eppure una parte consistente della geografia biblica sta sulla sponda orientale del Giordano, nel territorio dell’attuale Regno Hashemita: le terre di Moab, di Ammon e di Galaad, gli altopiani che l’Esodo attraversa nell’ultimo tratto del cammino verso Canaan. È qui che si chiude la vicenda di Mosè. E anche il Vangelo passa da questa sponda: la Decapoli, la lega di città ellenistico-romane di cui facevano parte Gadara e la stessa Jerash, compare più volte nei racconti evangelici.
La Giordania conserva inoltre alcune fra le testimonianze più antiche del cristianesimo mediorientale, le chiese bizantine e i pavimenti a mosaico di Madaba e di Umm ar-Rasas, sopravvissuti a quindici secoli. Un pellegrinaggio in Giordania non ripercorre la vita di Gesù come fa quello in Terra Santa: ne mostra piuttosto la cornice, in un paese dove si cammina con calma e senza folla.
Il Monte Nebo e lo sguardo di Mosè
È la tappa che dà senso a tutto il viaggio. Il Monte Nebo si affaccia sulla valle del Giordano da poco più di ottocento metri, e nelle giornate limpide lo sguardo arriva al Mar Morto e ai profili lontani di Gerusalemme e Betlemme. Il libro del Deuteronomio racconta che Mosè salì qui, vide da lontano la terra promessa alla sua gente e morì senza entrarvi, e che nessuno ha mai saputo dove sia la sua tomba.
Sulla cima sorge il Memoriale di Mosè, santuario affidato ai francescani della Custodia di Terra Santa, che ne hanno condotto per decenni lo scavo. La chiesa custodisce un complesso di mosaici pavimentali bizantini fra i meglio conservati del Medio Oriente. Per chi arriva in pellegrinaggio è il luogo naturale della sosta, della lettura del testo biblico e della preghiera: si guarda esattamente quello che Mosè guardò.
Madaba, Umm ar-Rasas e la Gadara del Vangelo
A pochi chilometri dal Nebo, Madaba è conosciuta come la città dei mosaici. Nella chiesa greco-ortodossa di San Giorgio si conserva la celebre mappa musiva del VI secolo: la più antica rappresentazione cartografica della Terra Santa giunta fino a noi, con Gerusalemme al centro, le sue mura e le sue basiliche. È un documento prima ancora che un’opera d’arte.
Poco più a sud, Umm ar-Rasas, patrimonio UNESCO dal 2004, conserva chiese bizantine, i mosaici della chiesa di Santo Stefano e l’ultima torre rimasta dei monaci stiliti.
Nel nord del paese, affacciata sulla sponda meridionale del Lago di Tiberiade, si visita Umm Qais, l’antica Gadara: la città dei Gadareni che il Vangelo di Matteo (8,28) associa all’episodio dell’indemoniato e del branco di porci. Dalle sue rovine di basalto nero si vedono in una sola volta la Giordania, la Siria e Israele. Nella stessa giornata l’itinerario tocca la Riserva di Ajloun, con la sua foresta di querce: una Giordania verde e inattesa.
Petra, il Wadi Rum e Jerash
Petra è il tesoro del paese e una delle sette meraviglie del mondo moderno. Vi si accede attraverso il Siq, una gola lunga più di un chilometro fra pareti alte fino a ottanta metri, che si apre all’improvviso sulla facciata del Khazneh, il Tesoro, larga trenta metri e alta quarantatré, scavata nella roccia rosata. Oltre, la valle si allarga in una città scolpita nella pietra dai Nabatei più di duemila anni fa: tombe monumentali, templi, strade colonnate, un teatro da tremila posti e, in cima a ottocento gradini, il Monastero di Ad-Deir. Il programma le dedica un’intera giornata.
Il Wadi Rum è il deserto più vasto della Giordania, un labirinto di arenaria e sabbia in ogni tonalità di rosso, ocra e giallo. Si percorre in escursione con i fuoristrada 4×4 e vi si trascorre una notte in campo tendato, che per molti resta il ricordo più forte del viaggio: il silenzio assoluto e un cielo stellato che in Europa non si vede più. Segue il Mar Morto, nella depressione più profonda della terra, oltre quattrocentodieci metri sotto il livello del mare, con il tempo per un bagno.
Il viaggio si chiude a nord con Jerash, fra le città ellenistico-romane meglio conservate del Medio Oriente: il foro ellittico, la grande via colonnata, il tempio di Zeus, il ninfeo e i resti di tre chiese bizantine.
Quanto dura e qual è il periodo migliore
Otto giorni e sette notti sono la formula classica, e la ragione è geografica: la Giordania si percorre lungo un asse nord-sud che va dalle colline di Ajloun al deserto meridionale, e scendere a cinque o sei giorni significa rinunciare al nord biblico oppure al Wadi Rum. Il pellegrinaggio Nova Itinera si svolge dal 21 al 28 ottobre 2026, con tre notti ad Amman all’inizio, una notte a Petra, una in campo tendato al Wadi Rum, una sul Mar Morto e l’ultima ancora ad Amman.
Sul periodo non ci sono molti dubbi: la primavera e l’autunno sono le due finestre giuste. In ottobre il calore estivo si è attenuato, le giornate restano tiepide e luminose, e camminare a Petra o fra le rovine di Jerash, dove l’ombra è quasi assente, torna a essere un piacere. Le notti sono fresche e nel deserto la temperatura scende sensibilmente dopo il tramonto. L’estate, con il caldo secco dell’altopiano, è il periodo più impegnativo; l’inverno porta pioggia e giornate corte.
Quanto costa un pellegrinaggio in Giordania
Il costo dipende dalla durata, dal livello degli alberghi e da quanto è compreso nella quota. Per questo viaggio di otto giorni con volo di linea da Roma Fiumicino, la quota di partecipazione è di €1.650 a persona; il supplemento per la camera singola è di €350 e il supplemento per le partenze da altri aeroporti è di €200. Le tasse aeroportuali, circa €370, sono da calcolare al momento della prenotazione.
La quota comprende i voli di linea, sette notti fra hotel 4 stelle e campo tendato in mezza pensione con sei pranzi come da programma, il pullman per tutto il viaggio, la guida locale di lingua italiana durante le visite, il safari in jeep al Wadi Rum, gli ingressi ai siti archeologici, l’assicurazione medico-bagaglio e il visto d’ingresso in Giordania. Restano escluse le mance, il facchinaggio, gli extra personali e l’assicurazione facoltativa contro l’annullamento, pari a €90 a persona.
Pellegrinaggio in Giordania · 21-28 ottobre 2026
Otto giorni con don Marco Monari, dal Monte Nebo a Petra e al Wadi Rum. Partenza da Roma Fiumicino.
Come prepararsi
Per entrare in Giordania serve il passaporto con una validità residua di almeno sei mesi dalla data di ingresso: la carta d’identità non è accettata. Il visto è compreso nella quota e lo gestiamo noi, ma conviene controllare per tempo la scadenza del passaporto, che è la causa più frequente di problemi all’ultimo momento.
Servono scarpe chiuse e già rodate: a Petra si cammina per ore su sabbia, ghiaia e gradini scavati nella roccia, e anche Jerash e Umm Qais si visitano su terreno irregolare. L’ottobre giordano chiede di vestirsi a strati, con qualcosa di caldo per la sera e per la notte nel deserto. Nei luoghi di culto, cristiani e musulmani, sono richieste spalle e ginocchia coperte per uomini e donne: utile un foulard o uno scialle leggero. Il sole dell’altopiano è forte anche quando l’aria è fresca, quindi cappello, occhiali, crema solare e borraccia. Chi vuole fare il bagno nel Mar Morto porti costume, ciabatte da scoglio e un asciugamano dedicato, e tenga presente che l’acqua salatissima brucia su qualsiasi graffio. Un ultimo consiglio: leggere sul posto il capitolo 34 del Deuteronomio, in cima al Nebo, vale più di qualsiasi guida.
Partire in gruppo con Nova Itinera
Nova Itinera è un operatore con sede a Perugia, specializzato in pellegrinaggi e viaggi di gruppo di ispirazione cristiana. Ogni partenza è accompagnata da una guida spirituale, e tutta la parte organizzativa, dai voli agli ingressi e all’assicurazione, è gestita da noi, in modo che il pellegrino debba pensare soltanto al cammino.
In Giordania il gruppo pesa più che altrove, perché molte tappe vivono della sosta comune: la lettura del Deuteronomio sul Monte Nebo, la Messa celebrata in un santuario, la sera attorno al fuoco nel campo tendato del Wadi Rum. Chi parte da solo si inserisce senza difficoltà. Le parrocchie, i gruppi diocesani e le associazioni già costituite possono richiedere una quotazione dedicata, con date e programma adattati alle proprie esigenze, scrivendo oppure telefonando ai nostri uffici.
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Domande frequenti sul pellegrinaggio in Giordania
Quanti giorni servono per visitare la Giordania?
Otto giorni sono la durata giusta per unire il nord biblico, Petra, il Wadi Rum e il Mar Morto senza correre. Con cinque o sei giorni si arriva comunque a Petra, ma si rinuncia alle tappe settentrionali, Umm Qais, Ajloun e Jerash, che sono proprio quelle che danno al viaggio il suo carattere di pellegrinaggio.
Serve il visto per andare in Giordania?
Sì, i cittadini italiani hanno bisogno del visto d’ingresso. Nei viaggi organizzati è quasi sempre compreso nella quota e gestito dall’operatore, come avviene in questo pellegrinaggio. Serve invece un passaporto con validità residua di almeno sei mesi, che il partecipante deve verificare da sé prima della partenza.
È sicuro viaggiare in Giordania?
La Giordania è da decenni una delle mete più frequentate del Medio Oriente e accoglie regolarmente pellegrinaggi e gruppi organizzati. Il gruppo è accompagnato da una guida locale e dalla nostra assistenza per l’intera durata del viaggio. Prima di ogni partenza verifichiamo le indicazioni ufficiali della Farnesina e informiamo i partecipanti di quanto è utile sapere.
Qual è il periodo migliore per andare in Giordania?
La primavera, da marzo a maggio, e l’autunno, da settembre a novembre. In queste settimane le giornate sono tiepide, i siti archeologici si visitano a piedi senza fatica e le notti nel deserto restano fresche ma godibili. L’estate è sconsigliata a chi soffre il caldo secco; l’inverno porta pioggia sull’altopiano e giornate brevi.
Come si prenota e a chi si può chiedere una quotazione di gruppo?
La prenotazione si effettua compilando la scheda di adesione, che il nostro ufficio invia insieme al programma dettagliato e alle condizioni di partecipazione. Per riceverla, per avere informazioni sul pellegrinaggio oppure per chiedere una quotazione dedicata a una parrocchia o a un gruppo già costituito, è possibile contattare Nova Itinera per telefono o compilando il modulo sul sito.

