Pellegrinaggi · Turchia
Pellegrinaggio in Turchia 2026: le Sette Chiese dell’Apocalisse, Efeso e la Cappadocia
La Turchia è la terra dove il cristianesimo ha imparato a parlare. Qui San Paolo ha predicato e scritto, qui l’apostolo Giovanni ha indirizzato le sue lettere alle sette comunità dell’Apocalisse, qui un concilio ha proclamato Maria Madre di Dio. Dal 7 al 14 ottobre 2026 Nova Itinera accompagna un pellegrinaggio diocesano guidato da Fra Nicola Lippo, che attraversa Istanbul, le antiche Chiese dell’Asia Minore, Efeso e la Cappadocia. Questa guida spiega che cosa si vede, quanto dura, quanto costa e come prepararsi.
A cura di Nova Itinera · Tempo di lettura: 6 minuti · Aggiornato: agosto 2026
In breve
Un pellegrinaggio in Turchia ripercorre i luoghi delle prime comunità cristiane: le Sette Chiese dell’Apocalisse in Asia Minore, Efeso con la Casa della Madonna e la tomba di San Giovanni, Istanbul con Santa Sofia, e le chiese rupestri della Cappadocia. Servono almeno otto giorni per vedere l’insieme senza correre. Il periodo migliore è la primavera o l’autunno.
La guida spirituale. Il pellegrinaggio è guidato da Fra Nicola Lippo, Commissario del Commissariato di Terra Santa in Sicilia. La sua presenza accompagna il gruppo lungo tutto l’itinerario, con la celebrazione eucaristica nei luoghi santi e momenti di meditazione a Tiatira, a Laodicea e nelle chiese rupestri della Cappadocia.
Perché la Turchia è terra di pellegrinaggio
Prima di essere un Paese da visitare, l’Anatolia è stata il primo grande territorio di missione della Chiesa nascente. Le comunità cristiane dell’Asia Minore sono le stesse a cui San Paolo scrive nelle sue lettere e a cui l’Apocalisse di Giovanni si rivolge una per una. Il pellegrino che arriva qui non trova soltanto rovine imponenti: trova gli indirizzi precisi di un testo che ha letto per tutta la vita. Ad Efeso il concilio del 431 proclamò Maria Theotokos, Madre di Dio, un dogma che ancora oggi struttura la preghiera mariana di tutta la cristianità. A Istanbul, Santa Sofia è per mille anni stata il cuore della cristianità d’Oriente.
Le Sette Chiese dell’Apocalisse: che cosa sono e quali si visitano
Nei primi capitoli dell’Apocalisse, Giovanni indirizza sette lettere ad altrettante comunità cristiane dell’Asia Minore: Efeso, Smirne, Pergamo, Tiatira, Sardi, Filadelfia e Laodicea. Erano città reali, collegate da una strada che le univa in un circuito, e ognuna riceve un giudizio diverso: chi è lodato, chi è ammonito, chi è chiamato a convertirsi. Visitarle in sequenza significa leggere quei capitoli con il paesaggio davanti agli occhi.
L’itinerario di ottobre tocca Tiatira (oggi Akhisar), Pergamo con la sua acropoli, Smirne (l’odierna Izmir, affacciata sul Mediterraneo), Sardi, antica capitale della Lidia resa proverbiale dalle ricchezze del re Creso, Filadelfia (Alaşehir), Laodicea, dove è prevista la celebrazione della Santa Messa e un momento di meditazione, ed Efeso. Sette città in pochi giorni: è il motivo per cui un pellegrinaggio in Turchia non si improvvisa in un fine settimana.
Efeso: la Casa della Madonna e la tomba di San Giovanni
Efeso è il cuore del viaggio. Il sito archeologico è tra i meglio conservati del mondo romano: la Biblioteca di Celso con la sua facciata a due ordini, il teatro dove Paolo affrontò i venditori di statuette di Artemide come racconta il libro degli Atti, il tempio di Adriano, e la basilica dove si tenne il Concilio del 431. Poco distante si trova la Basilica di San Giovanni Evangelista, costruita sopra quella che la tradizione indica come la tomba dell’apostolo.
Sulla Collina degli Usignoli, infine, si sale alla Casa della Madonna: una piccola costruzione in pietra dove la tradizione efesina colloca gli ultimi anni di Maria, venerata sia dai cristiani sia dai musulmani. È un luogo raccolto e silenzioso, molto diverso dalla scala monumentale delle rovine: la maggior parte dei pellegrini lo indica come il momento più intenso della giornata.
Istanbul e la Cappadocia: i due estremi del viaggio
Il pellegrinaggio si apre a Istanbul, la città che unisce Europa e Asia sulle due rive del Bosforo, con la visita a Santa Sofia, alla Moschea Blu e all’antico Ippodromo, e con la celebrazione dell’eucaristia nella chiesa di Sant’Antonio insieme alla comunità cattolica locale. Vale la pena ricordare che Santa Sofia, oggi moschea, non è visitabile il venerdì, giorno di preghiera islamica.
Si chiude in Cappadocia, sull’altopiano anatolico a circa mille metri di quota, tra paesaggi lunari, camini delle fate e abitazioni scavate nella roccia. Nella Valle di Göreme, oggi museo all’aperto, si visitano le chiese rupestri affrescate dai monaci anacoreti, e al Monastero di Keslik un ex complesso monastico con la chiesa dell’Arcangelo Michele e la cappella di Santo Stefano. Anche qui è prevista la celebrazione della Santa Messa in una chiesa scavata nella roccia.
Quanto dura e qual è il periodo migliore
Otto giorni sono la durata minima realistica per unire Istanbul, le Chiese dell’Apocalisse, Efeso e la Cappadocia: le distanze interne sono notevoli e comprimere l’itinerario significherebbe rinunciare a una delle quattro tappe. Quanto alla stagione, l’estate anatolica è molto calda e i siti archeologici sono quasi privi di ombra, mentre l’inverno in Cappadocia porta neve e temperature rigide. Ottobre e maggio sono i mesi ideali: giornate limpide, temperature miti e siti meno affollati. La partenza del 7 ottobre 2026 cade esattamente in questa finestra.
Quanto costa un pellegrinaggio in Turchia
Per la partenza del 7-14 ottobre 2026 la quota di partecipazione è di € 1.690,00 a persona. Il supplemento per la camera singola è di € 350,00. Le tasse aeroportuali si calcolano al momento della prenotazione e ammontano a circa € 235,00; l’assicurazione facoltativa contro l’annullamento è di € 85,00.
La quota comprende i voli di linea, la sistemazione in alberghi 4 e 5 stelle locali, il trattamento di pensione completa dalla colazione del secondo giorno alla colazione del giorno di partenza (acqua minerale inclusa ai pasti), il pullman con wi-fi per tutto il programma, una guida in lingua italiana esperta di gruppi religiosi, gli ingressi ai siti e ai musei previsti, gli auricolari, l’assicurazione medico-bagaglio con massimale di € 30.000 e il kit di viaggio. Restano escluse le bevande, gli extra personali, le mance (circa € 35,00) e il facchinaggio.
Pellegrinaggio in Turchia · 7-14 ottobre 2026
Con Fra Nicola Lippo. Posti limitati: la prenotazione si conferma con un acconto di € 340,00.
Come prepararsi
Per i cittadini italiani è sufficiente la carta d’identità valida per l’espatrio oppure il passaporto, purché in corso di validità; conviene verificare le scadenze con qualche mese di anticipo, perché il rinnovo può richiedere tempo. Le calzature contano più di ogni altra cosa: i siti archeologici di Efeso, Pergamo e Hierapolis si percorrono interamente a piedi su pietra sconnessa, quindi servono scarpe chiuse e ben ammortizzate. Per la visita ai luoghi di culto, sia cristiani sia islamici, sono richieste spalle e ginocchia coperte, e per le donne è utile portare un foulard leggero da tenere in borsa.
La Cappadocia, a mille metri di quota, è sensibilmente più fresca della costa: una giacca a vento e un pile risolvono le mattine e le sere di ottobre. Infine, portare con sé una Bibbia tascabile o almeno i primi tre capitoli dell’Apocalisse cambia la qualità della visita a Tiatira, Sardi e Laodicea, dove ciò che resta è archeologico ma il testo è vivo.
Partire in gruppo con Nova Itinera
Nova Itinera è un operatore diocesano con sede a Perugia, specializzato in pellegrinaggi e viaggi di gruppo di ispirazione cristiana. Ogni partenza è accompagnata da una guida spirituale e da un’organizzazione che si occupa di voli, alberghi, trasferimenti, pasti e ingressi, in modo che al pellegrino resti solo il viaggio. Per questa partenza il volo decolla da Palermo il 7 ottobre; il rientro è previsto a Roma il 14 ottobre.
Viaggiare in gruppo, per un pellegrinaggio, non è una soluzione di ripiego: la preghiera condivisa, la Messa celebrata insieme nei luoghi santi e le conversazioni sul pullman fanno parte dell’esperienza tanto quanto i siti. Chi parte da solo trova un gruppo; le parrocchie e i gruppi già costituiti possono richiedere condizioni dedicate.
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Domande frequenti sul pellegrinaggio in Turchia
Quali sono le Sette Chiese dell’Apocalisse?
Sono le sette comunità cristiane dell’Asia Minore a cui l’apostolo Giovanni indirizza le lettere nei primi capitoli dell’Apocalisse: Efeso, Smirne, Pergamo, Tiatira, Sardi, Filadelfia e Laodicea. Si trovano tutte nell’odierna Turchia occidentale e l’itinerario di questo pellegrinaggio le tocca in sequenza.
Serve il visto per andare in Turchia?
I cittadini italiani non hanno bisogno di visto per soggiorni turistici brevi ed è sufficiente la carta d’identità valida per l’espatrio o il passaporto in corso di validità. Poiché le norme d’ingresso possono cambiare, consigliamo di verificare la situazione aggiornata prima della partenza; il nostro ufficio fornisce indicazioni a tutti i partecipanti.
Il pellegrinaggio è impegnativo dal punto di vista fisico?
Non richiede preparazione atletica, ma prevede diverse ore di cammino al giorno su terreni archeologici irregolari, in particolare a Efeso, Pergamo e Hierapolis. Chi ha difficoltà motorie è invitato a segnalarlo al momento della prenotazione, così da valutare insieme le tappe.
È previsto un accompagnatore spirituale?
Sì. Il gruppo è guidato da Fra Nicola Lippo, Commissario del Commissariato di Terra Santa in Sicilia, che accompagna i pellegrini per tutto l’itinerario e presiede le celebrazioni eucaristiche e i momenti di meditazione previsti dal programma.
Come si prenota e quanto si versa alla conferma?
La prenotazione si effettua compilando la scheda di adesione e versando un acconto di € 340,00; il saldo è dovuto prima della partenza. Per ricevere il programma dettagliato, la scheda di adesione o semplicemente per fare una domanda, è possibile contattare Nova Itinera per telefono o compilando il modulo sul sito.

